Chi uccide le stagioni?

Ricordo che una volta le stagioni avevano un nome e duravano 4 mesi.

Ora l’alternanza caldo/freddo che dovrebbe esserci in un anno la ritroviamo in un solo giorno, e le stagioni per come le conoscevamo sembrano essere morte da un pezzo.

Chi ha ucciso le stagioni? Il riscaldamento globale.

20 anni fa temperature oltre i 40° erano roba da fantascienza. Ora sono una realtà!
Ma l’aumento delle temperature non è l’unico effetto del riscaldamento globale. Anche le violente alluvioni, la siccità, le ondate di caldo e freddo che si alternano in una qualsiasi giornata, e per alcuni teorici anche i devastanti terremoti degli ultimi anni, sono tutte conseguenze del riscaldamento del nostro pianeta.

Ma quali sono le cause?

CL05-effetto-serra

La crescita vertiginosa delle attività umane nel corso degli ultimi 50 anni è tra le principali cause di questo fenomeno climatico. Infatti un rapporto del Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) conclude che la maggior parte degli incrementi di temperatura osservati dalla metà del XX secolo è con molta probabilità da imputare all’incremento dei gas serra prodotti dall’uomo. Tali gas hanno la capacità di trattenere i raggi solari all’interno dell’atmosfera, provocando di conseguenza il riscaldamento della Terra (effetto serra).
Tra questi gas quello che influisce maggiormente sul riscaldamento globale è l’anidride carbonica.

Pensate a quanta anidride carbonica produciamo noi uomini ogni giorno: lo facciamo prendendo la macchina, cucinando, oppure alimentando i nostri elettrodomestici con energia elettrica prodotta da centrali alimentate a carbone, ecc.
Lo facciamo anche solo respirando.

Come eliminare tutta questa anidride carbonica? Ci pensano le piante.

fotosintesi

Attraverso la fotosintesi, le piante si nutrono di anidride carbonica e rilasciano ossigeno.
Un concetto davvero semplice, la cui importanza spesso sfugge ai ritmi frenetici delle nostre vite.

jane poynter

Jane Poynter, ambientalista americana, riuscì a comprendere lo stretto legame che c’è tra l’uomo e le piante solo fermandosi, per ben due anni, a osservare l’ambiente che la circondava all’interno del progetto Biosfera 2:

Nel momento in cui sono entrata nella Biosfera 2, ho iniziato a respirare in un’atmosfera totalmente diversa da quella che c’era fuori. Sapevo in ogni istante da dove veniva l’aria che respiravo, dipendevo totalmente dalle piante che mi circondavano per l’ossigeno. E loro dipendevano da me per l’anidride carbonica. Eravamo uniti da un legame atomico all’interno di questa biosfera. […] Ed è così che funziona in realtà la nostra biosfera: la Terra. E’ solo così grande, che sembra difficile pensarla in questi termini.

L’uomo moderno, rinchiuso nel suo mondo artificiale, sembra aver dimenticato il legame vitale che lo unisce alla natura. Anzi, tende proprio a distruggere quella natura, affermando se stesso e il mondo che ha generato.

deforestazione

Secondo alcune stime, il pianeta riuscirebbe oggi ad assorbire, attraverso la fotosintesi e l’azione delle alghe negli oceani, meno della metà di tutta l’anidride carbonica prodotta, soprattutto a causa della deforestazione.
Infatti solo la deforestazione produce ogni anno dalle 2 alle 7 tonnellate circa di anidride carbonica. E questo non avviene solo per la riduzione degli alberi capaci di assorbire l’anidride carbonica, ma anche per quella prodotta da foreste date alle fiamme per un cambio d’uso del suolo.

Ovviamente la deforestazione non deve essere confusa con il taglio del bosco, che è invece finalizzato alla salvaguardia della vegetazione (taglio di piante malate, secche, ecc) o al ricavo del legname dalla foresta, garantendo la rigenerazione e la conservazione della vegetazione.

giardino selvaggio

L’uomo moderno non sopporta neanche il disordine selvaggio della natura che lo circonda, e costantemente impone a questa l’ordine rigido e artificiale proprio del suo mondo.

Pensate un attimo all’ordine dei giardini delle vostre case: poche piante ben curate messe alla giusta distanza, qualche aiuola e un bel pratino all’inglese.

Ora date un’occhiata a questa foto.

Phoenix

Questa è un’immagine satellitare notturna di Phoenix in Arizona (USA). L’area in giallo rappresenta la città, e la sua temperatura è di circa 15° superiore rispetto al deserto che la circonda.
Temperature così elevate ormai si registrano in tutte le grandi città.
Questo perché riducendo al minimo la vegetazione nelle aree urbane, si impedisce lo smaltimento dell’anidride carbonica, andando così a imprigionare la città nel caldo più torrido.

Noi distruggiamo la vegetazione nelle città un giardino alla volta, provocandone il surriscaldamento. Ma possiamo ripristinarla un giardino alla volta, e fare abbassare la temperatura.
(Jane Poynter)

Se l’uomo moderno imparasse a concedere libero sfogo al disordine selvaggio della natura che lo circonda …
Se l’uomo moderno ricordasse il legame vitale che lo unisce alla natura, rispettandola invece di distruggerla …
Se l’uomo moderno dimenticasse per un attimo di essere tale, e ricordasse di essere stato un selvaggio …
Forse le stagioni tornerebbero a vivere.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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