E se avessi avuto paura del buio? [POESIA]

Grigi lampioni illuminavano i miei occhi a giorno,
quando il giorno ancora non era nato
e quell’essenza di luce
già consumata dall’acqua macchiata d’ossigeno,
m’accendeva i polmoni marci d’amore.

Amore,
e se
[in tutte queste ore perse a guardarci gli organi troppo barocchi] – io –
avessi avuto paura del buio?

Allora non mi sarei fatta commuovere
da chi del languido prato
eretto sui sassi neri della mia infanzia
ne ha fatto degli appuntiti ossi di seppia
erosi dagli aliti degli angeli.
Allora non mi sarei fatta snervare
dalla fallocrazia dei nostri amici immaginari
di cui sentivamo parlare
le mattine fradice di nausee.
Allora non mi sarei fatta venerare
da quel vento disperato ed astratto
delle nostre folli idee.

E, sì, se avessi avuto paura del buio
saremmo ancora vivi
stesi al sole di fronte all’alba del mondo
mentre ogni tempo sarebbe scomparso,
ma io con i miei timori ho squartato ogni speranza
che ora ci avrebbe salvato.

Alice Fritsch

Bisestile del 1992.
E' scrittrice, bevitrice d'emozioni e casalinga disperata.
Ha pubblicato con Edizioni La Gru la raccolta LA BIONDA HA SETE (flussi anacronistici e controrivoluzioni) e la poesia “Sedativo Vocale” all'interno della raccolta anarco-punk GUADAGNARE SOLDI DAL CAOS.
Alice fa parte del progetto Sixx, una band letteraria.
Scrive solo con penne nere e su fogli sparsi.

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