Di marketing, terrorismo, prese per il culo e insulti vari

Prima del 2011 non avevo la minima idea di cosa fosse Charlie Hebdo.
Infatti quello del 7 gennaio 2015 non è il primo attentato che subisce questa rivista.

Il primo attacco risale al 2 novembre 2011, quando la sede del settimanale fu distrutta da una serie di molotov in seguito all’uscita di alcune vignette satiriche su Maometto.

charlie hebdo dio
charlie hebdo musulmani

Charlie Hebdo è una rivista satirica francese fondata nel 1992.
Da sempre i suoi autori prendono pesantemente per il culo praticamente tutti: dai politici francesi a quelli del resto del mondo; dalle multinazionali alle star del cinema; dai movimenti femministi fino a quelli LGBT; prendono per il culo Dio, il Papa, Gesù Cristo e pure la Madonna, ecc.

Come lo aveva definito uno dei suoi fondatori, Charlie Hebdo è un giornale stupido e cattivo che prende per il culo tutti.

Anche francesi, belgi, tedeschi, italiani, inglesi, americani, russi, spagnoli, tunisini, marocchini, egiziani, libici, asiatici vari, afgani, israeliani, arabi, palestinesi, ebrei, cattolici, ortodossi e musulmani di tutto il mondo, e sì, pure Maometto.

charlie hebdo maometto

Con Cattolicesimo, Islam, Ebraismo e religioni varie ci sono andati sempre giù pesanti, a volte anche con vignette di cattivo gusto, in pieno stile Charlie Hebdo.

Credo che se avessi creduto fermamente in una religione forse mi sarei profondamente offeso anch’io davanti a una copertina di Charlie Hebdo. Ma mai e poi mai mi passerebbe per l’anticamera del cervello di uccidere 12 persone.

silvio berlusconi

Gli italiani sono stati presi per il culo per anni dai media tedeschi, e non solo, per aver avuto per 5 volte un Presidente del Consiglio come Silvio Berlusconi. Però non mi sembra che nessun italiano patriota estremista del PDL o fomentato di Forza Italia abbia fatto irruzione nella sede di un giornale tedesco e abbia sterminato l’intera redazione.

La parola ferisce più della spada.

A difendere gli italiani ci hanno sempre pensato i comici, prendendo per il culo tutti, compreso Silvio Berlusconi.
Vi basta pensare a Fiorello nel suo #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, quando ironizzava su frau culetto Merkel o su capoccion Tappò monsieur Carlà Sarkozy, per non parlare delle bandane a mezz’asta di Arcore.

Una presa per il culo o un insulto ben fatto possono essere più efficaci di qualunque cosa.

Volete insultare i francesi? Allora andate sul profilo Facebook di tutti i francesi e lasciategli un post in bacheca con scritto:

Ve puzzano le ascelle!

Oppure provate a prendere spunto dai magnifici insulti cinematografici di Spike Lee.

Non la pensavano allo stesso modo i due fratelli franco-algerini che il 7 gennaio 2015 alle ore 11.00 hanno fatto irruzione nella sede di Charlie Hebdo con due kalasnikov, sterminando l’intera redazione al grido “Allah è il più grande!”.

Dopo l’attentato tutto il web si sente vicino a Charlie Hebdo, e cominciano a comparire in rete messaggi di solidarietà da tutto il mondo.

Quella che è stata uccisa a Parigi nell’attentato terroristico del 7 gennaio 2015 è la libertà d’espressione.

Anonymous è un collettivo mondiale di hacker che combatte in rete per la libertà d’espressione. Se esprimete liberamente il vostro pensiero su internet, sappiate che spesso sono loro a difendere questo vostro diritto da chi prova a toccarvelo.

Dopo l’attentato, Anonymous rilascia un comunicato in cui, oltre esprimere la propria solidarietà verso Charlie Hebdo, annuncia una reazione in rete all’attentato terroristico di matrice islamica.

La libertà di espressione e d’opinione è una cosa che non siamo disposti a negoziare, attaccare questa è attaccare la democrazia.
Aspettatevi una reazione massiccia e frontale da parte nostra perché la battaglia per la difesa di queste libertà è la base del nostro movimento.

Gli hacktivisti di Anonymous aprono l’account twitter @OpCharlieHebdo e gli attacchi ai siti che inneggiano alla jihad non tardano ad arrivare.

opcharliehebdo.com

Il giorno dopo l’attentato di Parigi compare in rete opcharliehebdo.com.
Questo sito è composto da un’unica pagina nera, con una mezzaluna araba e un countdown che scade domenica 11 gennaio 2015 alle 9.00.

Tutti pensano ad Anonymous, ma da @OpCharlieHebdo arriva subito la smentita.

anonymous opcharliehebdo

La rete entra nel panico. C’è chi pensa a un nuovo e terribile attentato terroristico.

Dopo alcune ricerche scopro che il sito è stato realizzato in Inghilterra su piattaforma wordpress, mentre il dominio opcharliehebdo.com è stato registrato negli USA. Impossibile risalire al proprietario perché il nome viene sempre oscurato.

Guardando il codice di questo sito c’è una cosa che mi appare subito strana: un codice di Google Analytics per monitorare le visite al sito.

Ma perché dei terroristi dovrebbero monitorare le visite di un sito internet?
Semplicemente perché non c’è nessun attacco terroristico e chi ha messo online il sito non è un terrorista.

Quando il conto alla rovescia arriva a zero, il sito opcharliehebdo.com rimanda a un altro sito: rantic.com.

Il nuovo sito si presenta come una campagna a sostegno di Charlie Hebdo, con tanto di hashtag (#IAmHuman) e bottone per la raccolta fondi, che però non finiscono nelle casse della rivista. Dopo un giorno sparisce proprio questo bottone e al suo posto compare una copertina di Charlie Hebdo, da acquistare su Amazon a 181.99 $, sempre senza sapere a chi vada il ricavato.

rantic

Rantic Marketing è una società che si occupa di Social Marketing & PR (anche se finora nessuno è riuscito ad accertarne la personalità giuridica).
A parte l’account twitter @RanticMarketing, qualche sito fasullo creato ad hoc per il posizionamento SEO del sito rantic.com, e un po’ di articoli su diversi blog riguardanti loro azioni di marketing simili a quella di opcharliehebdo.com, esistono pochissime informazioni in rete su Rantic.

Si sa solo che è stata fondata nel 2012 da un gruppo di marketer provenienti dal Regno Unito, Russia e Malesia, e che sfrutta spesso l’attenzione degli utenti internet verso eventi molto particolari per operazioni di marketing che ricordano attacchi hacker.
In più vende Mi Piace su Facebook; follower, cuori e commenti su Instagram; follower, preferiti e retweet su Twitter; visualizzazioni, like, iscrizioni e commenti su Youtube; follower, like e repin su Pinterest; commenti e +1 su Google+; ecc.

Rantic Marketing vende tutto ciò che serve ad aumentare i numeri social dei brand, tranne il conto in banca.

I follower offerti da Rantic sono sì 100% reali, ma anche assolutamente non interessati al brand che hanno iniziato a seguire per essere pagati.
La compravendita di follower online non è una novità. Esistono moltissimi siti che vendono follower sui social network, come fanslave e fandealer. Società che pagano 1,20 € al giorno persone provenienti da tutto il mondo per passare la loro giornata a mettere Mi Piace sui social network. Ma questi follower sono spesso persone spinte dalla fame, la vera fame, che non hanno nemmeno un soldo per acquistare il prodotto o il servizio del brand che hanno iniziato a seguire.

Società come Rantic Marketing non hanno scrupoli e spesso sfruttano la disperazione delle persone.
Il caso di opcharliehebdo.com ne è la prova: sfruttare il dolore di milioni e milioni di persone per fare traffico su un sito intenet.

MARKETING-FAIRPLAY

Per lavoro mi occupo di comunicazione e marketing online, e credo che fare social media marketing e PR nello stesso modo di Rantic sia un’offesa per chiunque lavori nel settore.

Sono proprio società senza scrupoli come Rantic, con i loro metodi poco ortodossi, a far passare il marketing come una manipolazione del pensiero, e chi se ne occupa come un essere subdolo e spregevole.

Chi si occupa di comunicazione e marketing, e gioca pulito, non fa altro che piazzare un servizio o un prodotto solo a chi ne è realmente interessato, senza ricorrere a trucchi, senza incutere terrore e senza sfruttare paure e dolore altrui.

Se sei arrivato a leggere questo lunghissimo post fin qui, ti occupi di comunicazione e marketing, e giochi pulito, insulta chi insulta il tuo lavoro.

Se sei un graphic o un web designer, un programmatore, un copywriter, un SEO, un SEM, un ufficio stampa, un social media manager, un fotografo, un community manager, un blogger, un marketer, o qualunque altro lavoro tu svolga nel settore pubblicitario, anche un semplice stage, protesta contro chi gioca sporco, sfruttando paura e dolore.
Condividi questo post insieme agli hashtag:

#IAMNOTRANTIC

#marketingfairplay

E se proprio vuoi insultare qualcuno, allora manda un tweet a @RanticMarketing con scritto:

Ve puzzano le ascelle!

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

Posts di Enrico Maria Tomassi (see all)