La Ciabatte del Pilota

Nel corso della sua storia, l’uomo ha sempre cercato di rendere la sua vita meno difficile e più comoda.

I primi uomini dovevano percorrere a piedi nudi chilometri su chilometri per procurarsi cibo e un riparo. Le prime scarpe erano dei semplici pezzi di pelle che avvolgevano i piedi e servivano a proteggerli dai terreni più pericolosi. Gli Indiani d’America li chiamavano mocassini.

mocassino-fratelli-rossetti

Negli anni ’30 e ’40 scoppia la moda dei mocassini negli USA, soprattutto tra gli studenti dei campus americani.

I mocassini arriveranno in Italia grazie ai Fratelli Rossetti solo negli anni ’60.
Questa scarpa diventa subito uno dei simboli del boom economico italiano, insieme alle Fiat 500 e 600 che in massa cominciano a viaggiare sulle strade italiane.

Fiat-600

Non so se avete mai provato a guidare una macchina con dei mocassini vecchio stile: la suola in cuoio di queste comodissime scarpe si trasforma in un vero pericolo davanti al pedale del freno. Un piccolissimo movimento e la poca aderenza di questa suola sul pedale possono trasformare in una frazione di secondo una gita fuori porta in un grave incidente.

Forse questo ragionamento è lo stesso che nel 1963 fece un allora sconosciuto artigiano di Vigevano con la passione per le scarpe e le auto da corsa: Gianni Mostile.

brevetto car shoe

Pellame delle migliori concerie europee, spago inglese e una suola montata su piccoli tasselli in gomma fatti della stessa mescola dei pneumatici: nascono così le Car Shoe, non solo scarpe per automobilisti, ma per veri piloti.

Il concetto è simile a quello di un guanto in pelle, che faccia sentire il piede libero e leggero, ma che gli assicuri anche un’ottima aderenza con il pedale dell’acceleratore e del freno.

jfkagnelli-montezemolo

John Fitzgerald Kennedy, Aristotele Onassis, Gianni Agnelli, ma anche piloti di scuderie come Ferrari, Maserati, Lotus e Mercedes, hanno compreso la comodità di Car Shoe e deciso di portarle ai piedi.

La comodità, praticità, qualità ed eleganza di queste scarpe ha conquistato anche il Gruppo PRADA, che nell’Aprile del 2001 ha deciso di acquistare la società creata da Mostile, con l’intento di preservare e far rivivere lo stile di queste driving shoes.

carshoe

Ho scoperto le Car Shoe nel 2009, quando un mio amico mi raccontò la loro storia.
Affascinato dal concetto di queste scarpe, decisi di acquistarne un paio nella boutique romana di Piazza San Lorenzo in Lucina. Le pagai un casino, credo circa 250 euro.
Ricordo che quando alla cassa la commessa mi disse il prezzo mi prese quasi un mancamento.

Eppure quel paio di Car Shoe marroni sono state uno dei migliori acquisti che io abbia fatto nella mia vita, e lo sono tuttora.

In 5 anni ho usato quelle scarpe non solo per guidare.
Ho percorso chilometri e chilometri a piedi, su strade asfaltate e sterrate, in qualsiasi stagione, un po’ come facevano i primi uomini. Gli ho consumato talmente la suola da farle assomigliare a dei copertoni da cambiare.
Le ho sformate così tanto da trasformarle in due comodissime ciabatte in pelle scamosciata.

IMG_8278

La qualità di quelle ciabatte da pilota, simbolo dello stile italiano, secondo me dovrebbe trovarsi dietro qualunque cosa, non solo in un capo d’abbigliamento.
La qualità è ciò che fa durare nel tempo le cose. Certo costa, ma può trasformare un semplice oggetto in qualcosa che dura nel tempo. Qualcosa che il tempo ripaga, come la comodità di quelle indistruttibili ciabatte del pilota.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

Posts di Enrico Maria Tomassi (see all)