Jovanotti e il lavoro gratis

I pensieri di una persona sono come le canzoni di un cantante: ad alcuni piacciono e ad altri no.
Ma quando questi pensieri vengono espressi con le parole “lavoro gratis”, allora non piacciono proprio a nessuno. Se poi a pronunciarle è Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, la questione diventa un putiferio mediatico, e rischia addirittura di diventare un’interrogazione parlamentare.

Infatti il 3 Giugno 2015, durante un incontro con gli studenti del Polo di Scienze Sociali dell’Università di Firenze, Jovanotti ha parlato di lavoro gratuito, ed ha effettivamente pronunciato le parole “lavoro gratis”.

Ma cosa intendeva Jovanotti con quel “lavoro gratis”?

Se guardate il video integrale dell’incontro molto probabilmente lo capirete da soli.

Lorenzo Cherubini nasce a Roma il 27 settembre 1966.
La sua storia familiare non è molto diversa da quella della classica famiglia italiana anni ‘50: il padre impiegato, la madre casalinga, quattro figli e un appartamento in affitto per tutta la vita.

A 14 anni si iscrive al liceo scientifico e scopre la musica. Durante le vacanze estive inizia a fare il dj per una radio e una discoteca di Cortona, il paese d’origine dei genitori. Lo fa senza essere pagato o chiedere alcun pagamento. Vuole imparare, e quelle esperienze in radio e in discoteca per lui rappresentano un’ottima palestra.

Finito il liceo scientifico si iscrive alla facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza. Però non darà nemmeno un esame. Infatti a 21 anni gli decolla la carriera musicale e finisce a lavorare a Milano per Radio Deejay col nome di Jovanotti.

Lorenzo Cherubini è stato un ragazzo davvero fortunato che grazie a impegno, coraggio e una bella botta di culo, come lui stesso afferma, è riuscito a sfondare nel mondo della musica, tanto da potersi affermare tra i big del panorama musicale italiano.
Il segreto del suo successo però non deriva da titoli accademici o conoscenze particolari, ma da un senso positivo, un profondo ottimismo nei confronti della vita e del futuro.

Ma come spiegare questo ottimismo a degli studenti universitari che in periodo storico di forte crisi economica non vedono il loro futuro lavorativo così roseo?

Infatti Jovanotti non solo non si è mai laureato, ma ha scelto di seguire la musica senza pensare che un giorno si sarebbe potuta trasformare nel suo lavoro.

E’ difficile spiegare l’ottimismo a degli studenti che magari hanno scelto un determinato percorso di studio per riuscire a trovare lavoro, se si è fatta la scelta opposta. Ma Lorenzo ci prova lo stesso, e il 3 Giugno 2015 incontra gli studenti di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Firenze.

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Arrivato nell’aula centinaia di studenti gli puntano contro lo smartphone per immortalare l’evento. I flash partono a raffica come fossero le luci stroboscopie di una discoteca. Le fan lo abbracciano e gli gridano che è un mito. I giornalisti vengono cacciati dall’aula e finalmente inizia la lezione.

Più che una lezione accademica o uno speech alla TEDx, quella di Lorenzo è una lunga conversazione a braccio con gli studenti. Un lungo, e se volete anche contorto, viaggio verbale attraverso storia e cultura per capire meglio non solo il presente ma anche il futuro.
Gli argomenti più interessanti dell’incontro riguardano sicuramente il senso di identità, opportunità, lavoro, politica, un summit esclusivo a cui ha partecipato, e naturalmente le domande degli studenti.

IDENTITA’ MULTIPLA

In un mondo sempre più globalizzato, l’identità, intesa come senso di appartenenza a qualcosa, non è più unica ma multipla.
Infatti oggi non possiamo dire di “appartenere” più a una cosa sola: siamo italiani, ma anche europei; facciamo acquisti al mercatino locale, ma anche sull’ecommerce dell’artigiano che sta dall’altra parte del mondo; viviamo in una strada, ma lavoriamo in un’altra; parliamo con una cadenza dialettale, ma su internet scriviamo in inglese.
Tutte queste nostre identità riescono convivere perfettamente, ma trasformano il mondo in cui viviamo in qualcosa di più complesso. Ed è proprio l’affrontare tutta questa complessità la grande sfida delle generazioni che si affacciano sul mondo del lavoro.

OPPORTUNITA’ E LAVORO

Parlando di esperienze all’estero e delle competenze richieste nel panorama lavorativo internazionale, Jovanotti si sofferma sulle opportunità che il mondo mette a disposizione:

“Le opportunità ci sono, ma ci sono per davvero. Non chiedo il vostro consenso, non mi dovete né votare né applaudire. Mi dovete ascoltare come se fossi un fratello maggiore, forse addirittura un genitore per l’età che ho. Si possono fare un sacco di cose, per davvero. La vostra vita può essere quello che voi volete, ma per davvero. Con una giusta dose di anticonformismo, con una giusta dose di visionarità, con molto coraggio, e con molto desiderio di rompere gli schemi che vi hanno costruito intorno, voi potete fare della vostra vita qualsiasi cosa. Il vostro atteggiamento è la più grande delle lauree e delle conoscenze. Lo spirito col quale affrontate le cose è quello che fa cambiare le cose.”

 

Ma in un mondo così complesso, con un’economia che sembra perennemente incerta, è difficile che le opportunità piovano dal cielo. Così Lorenzo continua:

“Nessuna opportunità vi verrà a cercare. Viviamo in un mondo dove il lavoro ve lo dovete cercare, ve lo dovete conquistare. Viviamo in un mondo dove le opportunità non vi verranno a prendere, dovete andarle a prendere voi. Questa è la difficoltà rispetto ai nostri genitori.
Mio babbo ha lavorato 50 anni nello stesso posto. Un bellissimo posto (ha lavorato in Vaticano), e lui era entusiasta di lavorare in un posto bellissimo, che ogni giorno per lui era diverso. E c’era talmente tanta bellezza, tanta storia che passava di lì, che lui era felice. Ma di fatto ha lavorato per 50 anni nello stesso posto, non si è mai spostato di lì. Questa è una cosa che è difficile che succeda di nuovo a uno di voi. Bisogna prendere in mano la consapevolezza che il mondo è cambiato, non c’è niente da fare.”

POLITICA E IL SUMMIT SEGRETO

Questa è sicuramente una delle parti che hanno destato maggiormente l’attenzione dei media.
Parlando del ruolo che ha oggi la politica in Italia, Jovanotti racconta di aver partecipato nel 2014 a un summit molto esclusivo organizzato in Italia da una delle più grandi “aziende di internet” del mondo. Secondo quanto afferma Lorenzo, a questo evento hanno partecipato quelli che secondo questa società sono le 80 persone più importanti del pianeta per ciò che riguarda il futuro.
A questo incontro però non ha partecipato nessun politico. Infatti secondo questa grande “azienda di internet”, non è più la politica a prendere le decisioni, o almeno non più da sola.
La politica amministra il presente, mentre l’economia costruisce il futuro.
Jovanotti fa anche una serie di nomi, ma non ne può parlare, perché l’incontro era “off-the-record”, cioè a porte chiuse.

Dopo questa affermazione, in rete si scatena il panico. La gente comincia a gridare al complotto!
I blogger che si occupano di teorie su un complotto mondiale cominciano a scrivere che Jovanotti è un massone, dicendo addirittura che è membro del gruppo bildemberg o che faccia parte del nuovo ordine mondiale.

Ma siamo un attimo seri e analizziamo il suo racconto.
Lorenzo Cherubini dice di aver partecipato a questo summit a porte chiuse organizzato in Italia da una delle più grandi “aziende di internet” del mondo. Non accenna a un’associazione o a un’organizzazione, ma è preciso nel dire che si tratta di “una delle più grandi aziende di internet del mondo”. Pensateci bene. Quale potrebbe essere questa azienda? Google? Facebook? Amazon? Yahoo? Microsoft?

Secondo me è Google! Infatti nel 2014 Google ha realizzato in Sicilia un meeting segreto chiamato “THE CAMP” al quale Jovanotti ha effettivamente partecipato. Ci sono pure le foto!

Al summit però non hanno partecipato politici, e la cosa non sembra neanche così assurda.
Infatti cosa se ne fa una società come Google di un politico?! Il fatto che oggi sia l’economia a decidere come va il mondo, e non la politica, mi sembra un po’ la scoperta dell’acqua calda. Infatti, in un momento storico di crisi economica come quello che stiamo vivendo, l’economia ha di certo più importanza della politica.

Ma Jovanotti dice anche chi sono le altre 79 persone che hanno partecipato insieme a lui a questo segretissimo summit di 4 giorni, organizzato, ripeto, da “una delle più grandi aziende di internet del mondo”: premi nobel; amministratori delegati di case farmaceutiche e di multinazionali che si occupano di tecnologia; ingegneri; attivisti per i diritti umani; un sacco di africani; architetti; femministe; il mitico Tony Hawk e una serie di surfisti.

Quindi ricapitolando, Lorenzo Cherubini aka Jovanotti partecipa nel 2014 a un incontro segreto organizzato da Google (che tanto segreto non è visto che in rete potete trovare tutto al riguardo) insieme a premi nobel, amministratori delegati di grandi aziende, professionisti, attivisti per i diritti umani e star dello sport e dello spettacolo.
Ora, secondo voi, è più probabile che si sia trattato di un incontro complottistico per stabilire le sorti del mondo, oppure che Jovanotti abbia partecipato a una conferenza segreta organizzata da Google per presentare un nuovo prodotto o servizio che questa “grande azienda di internet” sta per lanciare sul mercato?!

Ma volete sapere un segreto segretissimo che su questa faccenda non ha mai detto nessuno?
Tra i 79 partecipanti c’era anche la marmotta che confezionava la cioccolata. Non la Milka, famose a capi’!

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JOVANOTTI RISPONDE ALLE DOMANDE DEGLI STUDENTI

Dopo ogni lezione arriva sempre il momento delle domande, anche per Jovanotti.

Vi riporto quelle che secondo me state le domande più interessanti.

Quando si capisce che una passione può diventare un lavoro?

Una volta si diceva che scegliere un determinato percorso di studi potesse aiutare a trovare un lavoro. Oggi questa cosa non funziona più. Infatti, secondo Lorenzo oggi riusciamo a trovare lavoro solo facciamo una cosa che ci piace:

“Una cosa che ti piace ha più possibilità di trasformarsi in un lavoro rispetto a una cosa che non ti piace o che pensi ti possa dare più opportunità di trovare lavoro. Fai una cosa che sembra essere l’unica al mondo per te, che ti fa svegliare contento la mattina. Quella cosa lì magari un giorno si trasforma in un mestiere, in una cosa che ti da da vivere, o che ti da l’allegria per vivere. Faccio questa cosa perché mi piace, magari non mi renderà ricco, non mi renderà potente, ma almeno mi renderà felice.”

Come si fa a cambiare la società?

Il tuo atteggiamento e la tua attitudine cambiano il mondo. L’atteggiamento cambia il mondo perché te lo fa vedere in un altro modo. Se tu hai un atteggiamento lamentoso, il mondo ti si presenterà e ti offrirà mille occasioni per lamentarti, continuamente. Se il tuo atteggiamento invece è cercare le cose che funzionano, ti si presenteranno.
[…] Si dice “belive in your self”, credi in te stesso. Guarda, non c’è cosa più misera che credere in se stesso. Credi negli altri, credi nel mondo, credi nella bellezza, credi nelle figate. Credere in se stessi è niente, perché non siamo niente. Quando ti dicono: “Credi in te stesso”. Cazzata! Sii gli altri. Guarda gli altri. Guarda che succede. Fonditi con le cose. Cerca la speranza nelle cose. E questa è una questione di atteggiamento, non di “credi in te stesso”. Che vuol dire credere in se stessi? Tutti credono in se stessi. Ognuno è se stesso.

Ci sono chance per lavorare nel mondo della cultura e quali sono le strade da seguire?

Qui Jovanotti affronta il tema economia legata all’arte. Si sofferma sul patrimonio culturale italiano e dice che dovremmo impegnarci di più per aumentare l’economia che questo patrimonio può generare. Fa l’esempio degli Stati Uniti, dove spesso la penna del copricapo di un capo indiano viene addirittura trasformata in museo. L’economia generata da quella penna, però, non riguarda solo i biglietti o i souvenir del museo, ma anche la vacanza per visitare quel museo: alberghi, ristoranti, trasporti, ecc.
Il patrimonio storico, artistico e archeologico dell’Italia è nettamente superiore rispetto a quello degli Stati Uniti. Eppure non viene sfruttato a pieno.

Il problema, secondo Lorenzo, è che come Paese ci vogliamo meno bene degli altri.
Porta l’esempio di come i parigini vogliono bene a Parigi, e fa riflettere gli studenti su come sarebbe bello se anche gli Italiani volessero bene alle loro città nello stesso modo.

Poi dal vecchio continente passa al nuovo, e si mette a parlare della sua esperienza in vari festival americani.

Ultimamente ho partecipato con la mia musica a dei festival importanti. […] Ci sono tantissimi ragazzi che lavorano. Allora chiedo: “Chi li paga questi qui?”.
“Questi sono volontari.”
“In che senso sono volontari?”
“Nel senso che per tre giorni decidono di fare questa cosa.”
“E questi accettano di fare il lavoro gratis?”
“Sì. Comunque stanno nel mondo della musica, fanno un’esperienza.”

 

Quando pronuncia le parole “lavoro gratis” scoppia il putiferio. Tutti lo cominciano ad accusare di incitare i giovani a lavorare gratis proprio in un momento storico dove il lavoro è un argomento importante e delicato.

Ma cosa intendeva Jovanotti con quel “lavoro gratis” quando ha raccontato agli studenti la sua esperienza nei festival delle lontane Americhe?

lollapalooza

LOLLAPALOOZA

Tra i festival a cui ha partecipato Jovanotti nel 2014 c’è il Lollapalooza, un festival musicale itinerante che si tiene per tre giorni ogni anno negli Stati Uniti, Cile, Brasile e Argentina.
Non si tratta solo di una serie di concerti, ma di un vero e proprio grande spettacolo, a cui partecipano anche corpi di ballo e gruppi teatrali.

E’ un festival molto importante in America, tanto che parecchi lo paragonano addirittura a Woodstock. Infatti ogni anno riesce a riunire centinaia di migliaia di persone.

Per farvi capire meglio di cosa si tratta, vi faccio qualche nome delle band che si sono esibite sui palchi del Lollapalooza dal 1991 a oggi: Siouxsie and The Banshees, Nine Inch Nails, Rage Against the Machine, Red Hot Chili Peppers, Soundgarden, Pearl Jam, Tool, Smashing Pumpkins, Beastie Boys, Green Day, The Verve, Patti Smith, Beck, Moby, Metallica, Ramones, Rancid, Cornershop, Orbital, The Prodigy, Queens of The Stone Age, Billy Idol, Pixies, The Arcade Fire, The Killers, ecc.

Essendo un festival itinerante di dimensioni gigantesche, il Lollapalooza assume ogni anno tantissime persone.
Persone che viaggiano insieme al festival in giro per Stati Uniti, Cile, Brasile e Argentina, e che vengono regolarmente pagate per realizzare questo importante evento.

Ma il Lollapalooza lancia ogni anno anche un programma volontari: a chiunque abiti in una delle città toccate dal festival, viene offerta la possibilità di partecipare all’evento (vedere i concerti, assistere agli spettacoli e avere libero accesso ai backstage) senza pagare il biglietto, in cambio di 4 ore passate all’ingresso o nell’area bambini.

Più che di “lavoro gratis”, o volontariato, si tratta di una specie di baratto: lavori per 4 ore e in cambio hai l’entrata al festival e l’accesso ai backstage. Considerando che il biglietto d’ingresso per un solo giorno al Lollapalooza costa 110 $, l’opportunità di averlo in cambio di 4 ore passate a strappare biglietti all’ingresso o a divertirsi con famiglie e marmocchietti nella Kidzapalooza, non dovrebbe sembrare poi così male per un fan sfegatato di una band.

L’esempio del Lollapalooza serve a Jovanotti per spiegare come un grande evento culturale, realizzato anche grazie alla passione della gente, possa trasformarsi in un grande beneficio economico per la città che lo ospita. Infatti pensate a quante stanze d’albergo verranno prenotate, quanti tavoli apparecchiati e sparecchiati, a quante magliette vendute, ecc.

Il problema dell’Italia è che eventi culturali della portata del Lollapalooza non vengono appoggiati, sostenuti e promossi dalla popolazione della città che li ospita, ma anzi boicottati. Il motivo è che lavorare 4 ore per avere un biglietto (che costa 110 $) per il concerto della nostra band preferita, in Italia viene considerato SFRUTTAMENTO.

nel nome del rock

NEL NOME DEL ROCK

A Palestrina, il paese in cui sono cresciuto, per più di 20 anni si è svolto Nel Nome del Rock, uno dei più vecchi festival di musica rock in Italia. A organizzarlo non erano etichette discografiche o grandi imprese che operano nel mondo dello spettacolo, ma un gruppo di ragazzi spinti semplicemente dalla passione per la musica.

Per loro organizzare una volta l’anno questo festival, senza prendersi nemmeno un centesimo, non era assolutamente una forma di sfruttamento ma si trattava più che altro di un grande campo estivo: un’occasione per divertirsi e stare insieme, ma soprattutto l’opportunità di ascoltare dal vivo importanti band del panorama musicale nazionale e internazionale.

Nel Nome del Rock ha portato a Palestrina gruppi come: Morphine, Queens of the Stone Age, Therapy?, One Dimensional Man, Linea77, Chumbawamba, Caparezza, H-Blockx, Kaki King, Frankie Hi NRG, Brant Bjork, New Model Army, Afterhours, Combichrist, Marlene Kunz,ecc.

Ma Nel Nome del Rock ha portato a Palestrina anche un sacco di persone provenienti dai posti più disparati. Giuro che in molti dei viaggi che ho fatto, non solo in Italia ma anche all’estero, ho sempre incontrato qualcuno che si era visto i Queens of the Stone Age a Palestrina, o che magari a Palestrina aveva scoperto Caparezza prima che diventasse famoso.

Grazie a Nel Nome del Rock migliaia di persone hanno conosciuto e visitato Palestrina, generando quell’economia che di solito ruota sempre intorno ai grandi eventi: alberghi, b&b, trasporti, bar, ristoranti, ecc.

Questa è l’economia che intende Jovanotti: un’economia legata a un evento culturale, trasformata in economia del turismo per la città che ospita l’evento.
Ciò che dovremmo fare in Italia è incentivare maggiormente questo tipo di manifestazioni all’interno delle nostre città. Cercare di collaborare con queste realtà, magari semplicemente strappando i biglietti all’ingresso in cambio dell’accesso gratuito al concerto e al backstage, più panini e birra a volontà, può essere un’occasione non solo per divertirsi un casino, ma anche per aiutare l’economia della propria città.

Ma questo in Italia non succede, perché troppo spesso in Italia la cultura, come anche la musica rock, dà fastidio, soprattutto se non segue certe tendenze e non rispetta certi canoni.
Ed è così che eventi come Nel Nome del Rock smettono di esistere.

Infatti, a causa del mancato sostegno dell’amministrazione comunale e dell’appoggio della popolazione cittadina, Nel Nome del Rock ha detto addio alle scene nel 2013, dopo ben 23 edizioni.

Lorenzo Cherubini Jovanotti

Al termine della lezione, semplicemente per aver pronunciato le parole “lavoro gratis” in un discorso di un’ora, Jovanotti si trasforma improvvisamente nel nemico di tutti i lavoratori e disoccupati d’Italia.

I giornali pubblicano titoli come Jovanotti: “Sì al lavoro gratis” o Jovanotti e il lavoro gratis, e sui social le persone cominciano a andarci giù pesanti con i commenti.

Spunta perfino una petizione online per far chiedere scusa a Jovanotti.

Eppure nessuno di quei giornalisti ha partecipato alla lezione, e nemmeno ha avuto il tempo di rivedere il video di tutta la diretta. Stessa cosa è successa a tutti quelli che sui social hanno commentato quegli articoli, fermandosi spesso al titolo o alle prime tre righe.

Questo è il vero problema del nostro Paese, e non il fatto che una star del mondo della musica dica le parole “lavoro gratis”: spesso parliamo senza conoscere la verità, perché non abbiamo la pazienza di approfondire un’informazione, di andare oltre un titolo per arrivare fino in fondo.

Voi che invece siete arrivati a leggere fin qui, che avete scelto di approfondire questa vicenda fino in fondo, sforzandovi di capire qual’è la verità, sappiate che fate parte di quella piccola minoranza in grado di portare il nostro paese fuori dalla crisi, quella culturale!

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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