C’era una volta la Paternità di Google

Abbiamo preso la difficile decisione di interrompere la visualizzazione della paternità dei contenuti nei risultati di ricerca.
(John Mueller – Google Webmaster Analyst)

 
Nel 2011 Google Inc. lancia Google+, un social network davvero rivoluzionario, il primo a introdurre il concetto di videochiamata e di videoconferenza (hangouts) all’interno di una rete sociale.

Ma secondo me la più grande rivoluzione di Big G è stata la Google Authorship.

google

Con Google Authorship era possibile collegare il contenuto di un sito a un profilo su Google+. In questo modo veniva attribuita la paternità del contenuto al titolare del profilo, il cui nome compariva anche nei risultati di ricerca.

Capite l’importanza di questa rivoluzione?

Google Inc. aveva creato un sistema di tutela gratuita del diritto d’autore (riconoscimento della paternità di un’opera) attraverso un social network.
Una tutela che andava oltre le licenze Creative Commons, perché inseriva nel codice del sito il nome dell’autore collegato al relativo profilo su Google+, invece di un semplice link rimandante a una licenza generica usata da milioni e milioni di persone.

Vi starete chiedendo perché uso il passato.

Perché il 28 Agosto 2014 alle 22.51, John Mueller, l’uomo Google Webmster Tool, ha annunciato con un post su Google+ la fine della Google Authorship.

john mueller

Il motivo principale dell’abbandono dell’Authorship sembra essere uno: la maggior parte degli utenti Google+ non la usano o non la sanno usare.
In più Mueller spiega che fino ad ora questo riconoscimento della paternità non ha portato né un aumento né una diminuzione del traffico dei siti che ne hanno fatto uso.

Secondo Google Inc, il progetto Google Authorship sarebbe stato solo un fallimento, perché in termini di business non ha portato i risultati sperati, un semplice ramo secco da recidere senza se e senza ma.

Quello che secondo me Google non ha tenuto in considerazione nella sua scelta è l’importanza sociale di questo progetto e i tempi che ci mette il mondo per capire l’importanza di qualcosa.

Quando Galileo Galilei nel 1632 affermò che era la Terra a ruotare intorno al Sole e non il contrario, non venne capito, anzi fu accusato di eresia e condannato al rogo. Dovette rinnegare la sua teoria per salvarsi la vita, ma proprio quella teoria oggi è universalmente riconosciuta e rappresenta uno dei fondamenti dell’astronomia.

Google Inc con l’Authorship ha creato un sistema di tutela del diritto d’autore sul web (riconoscimento della paternità di un’opera) praticamente perfetto: permettendo agli utenti Google+ di attribuirsi liberamente e in maniera totalmente gratuita la paternità del contenuto di un sito attraverso una semplice riga di codice, ha superato non solo le licenze Creative Commons, ma anche qualsiasi altra società del pianeta che si occupa di tutela del diritto d’autore dietro pagamento.

Forse il mondo non ha capito l’importanza di quest’invenzione perché 4 anni sono davvero pochi per i suoi tempi di comprensione.

Spero che a Mountain View ci ripensino o magari sviluppino qualcosa di simile, perché oggi quello che è un piccolo insuccesso per grande un’azienda, un giorno potrebbe diventare una forma di tutela molto importante per l’intera umanità.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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