Generazione DIY

Le manifatture van più a gonfie vele laddove si adopera di meno il cervello.
(Il Capitale | Karl Marx)

 

Il concetto di capitale della teoria economica classica (la ricchezza finanziaria necessaria per avviare o sostenere un’impresa) è ormai obsoleto, soprattutto in un periodo di forte crisi economica come quello che stiamo vivendo, dove la ricchezza è monopolio di pochi e i soldi bisogna tirarli fuori dal cilindro.

Quando il sistema capitalistico tradizionale entra in crisi rinasce sempre una generazione DIY.

DIY è l’acronimo di Do It Yourself, che in italiano potrebbe essere tradotto con Fai da Te.
Tuttavia questa forma di pensiero non riguarda solo il bricolage, ma è una vera e propria filosofia nata dalla cultura punk, che oggi potrebbe rappresentare il nuovo motore dell’economia.

Come? Con l’Open Source.

creativecommon
Oggi la tecnologia costa poco e l’informazione è praticamente ovunque. Credo che ormai tutti abbiano un pc (mia madre ha addirittura un macbook) e una connessione a internet.
Basta fare una ricerca su Google per essere bombardati di informazioni su qualsiasi cosa ci interessa fare e il modo per farla.

Ma se possiamo accedere liberamente ai progetti per la realizzazione di un qualsiasi prodotto e riprodurlo in qualunque quantità senza dover sborsare un soldo, dove si nasconde la svolta economica dell’Open Source?

Immaginate un enorme team di ricerca e sviluppo che lavori gratis e senza sosta al miglioramento di un prodotto: questo è il potere dell’Open Source.

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Avevo capito che il modello di licenza gratuita dava vita a un nuovo paradigma sociale, un nuovo modo di condividere il proprio lavoro. E’ possibile sfruttare un progetto a scopi commerciali o non commerciali. Non è una questione di profitto o non profitto, ma di modello proprietario contrapposto a quello chiuso. Se scelgo di condividere il mio lavoro, lo faccio in base a una licenza che stabilisce che tutti possono usarlo liberamente, a condizione però di condividere con altri eventuali cambiamenti. In questo modo si crea una situazione di parità, perché tutti accettiamo di condividere le nostre conoscenze.
(Jimmy Wales – Fondatore di Wikipedia)

Condividere il nostro lavoro e abbattere i costi di ricerca e sviluppo permettendo a chiunque di apportare dei miglioramenti: questa è la nuova economia emergente.

Un’economia più sostenibile in fatto di costi, con minori rischi e maggiori opportunità.

Opportunità che molti nel mondo non si lasciano sfuggire.
E’ il caso di studi di architettura e design come Architecture00 e Momentum che hanno deciso di investire in un progetto open source come WikiHouse, una specie di Wikipedia per architetti e designer dove è possibile condividere i propri progetti.

wikihouse-prefab-plan-sharing

Un altro esempio è Google con il suo ProjectAra, il progetto per uno smartphone modulare e open source che molto probabilmente rivoluzionerà il mondo dell’elettronica.
Recentemente Big G ha rilasciato il Module Developer Kit, un manuale che comprende tutte le specifiche tecniche di Ara per chiunque voglia contribuire a sviluppare e migliorare questo prodotto.

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Il caso nel settore dell’automobile è quello di Tesla Motors, azienda che realizza auto elettriche ad altissime prestazioni.
Il 12 Luglio 2014, Elon Musk, amministratore delegato di Tesla, ha dichiarato che la società non registrerà più i brevetti delle proprie auto in nome di un “avanzamento della tecnologia dei veicoli elettrici”.
Puntando sul modello Open Source, Tesla investe nella ricerca e sviluppo delle proprie tecnologie, sapendo che le vedrà sicuramente migliorate.

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L’economia su cui si baseranno le generazioni che vogliono uscire dalla crisi, quelle Do It Yourself, sarà sicuramente Open Source, e si baserà sul libero accesso e la collaborazione.

Perché da che mondo è mondo, l’unione fa sempre la forza.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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