Cosa va di moda?

Conoscere la moda non significa semplicemente “vestirsi alla moda”, o sapere “cosa andrà di moda la prossima stagione”, ma comprendere i cambiamenti della società attraverso i vestiti.

La moda è lo specchio del tempo e spesso cambia seguendo ragioni economiche, sociali o politiche. E non solo la moda cambia, ma si ripropone ciclicamente, ogni volta in veste diversa.

Il continuo ritorno del punk durante una crisi economica, delle gonne corte nei periodi di ripresa, del floreale a primavera o del militare nei momenti di contestazione, sono solo alcuni esempi di cicli e ricicli che caratterizzano la moda ogni cinque anni.

Attraverso lo studio delle mode è possibile non solo imparare dal passato e comprendere meglio il presente, ma anche guardare il futuro e interpretarlo.
Le società che investono maggiormente in questa ricerca sono quelle italiane, che grazie alla moda fatturano ogni anno circa 220 MILIARDI di Euro.

 

STORIA DELLA MODA

“Senza conoscere la storia della moda, il suo percorso e la sua trasformazione, senza conoscere la moda del passato è molto difficile giudicare quella di oggi.”

(Franca Sozzani – Direttrice di Vogue Italia)

Conoscere la moda e le sue trasformazioni permette di sviluppare il gusto necessario per comprendere e giudicare il presente.

Con questo scopo nacque nel 1892 il mensile Vogue: analizzare gli interessi e raccontare lo stile di vita della New York del tempo. A distanza di più di 120 anni, Vogue, con le sue 18 edizioni in dodici lingue compreso l’Italiano, continua ad analizzare le mode di tutto il mondo, e dal 2011 ha messo online il suo archivio.

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Con oltre 425.000 fotografie, 300.000 pagine di pubblicità e 100.000 articoli, Vogue Encyclo non è il semplice archivio online di un magazine, ma la più grande fonte per chi vuole conoscere la moda.

Vi basti pensare che prima della nascita di questa specie di enciclopedia della storia della moda, aspiranti stilisti e studenti delle scuole di moda americane, se volevano studiare un numero di Vogue degli Anni ’40, dovevano recarsi alla biblioteca del Fashion Institute of Design and Merchandising di Los Angeles in California. Oggi, invece, senza bisogno di spostarsi, hanno quella che il Wall Street Journal ha definito “una storia senza prezzo”, tranquillamente a portata di click.

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COME NASCE UNA MODA

Se pensate che la moda di questo autunno/inverno sia stata creata dalla genialità di qualche stilista famoso avete proprio sbagliato passerella.

Ricordate il discorso di Miranda ne “Il diavolo veste Prada”?

“Tu apri il tuo armadio e scegli, non lo so, quel maglioncino azzurro infeltrito per esempio, perché vuoi gridare al mondo che ti prendi troppo sul serio per curarti di cosa ti metti addosso. Ma quello che non sai è che quel maglioncino non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo, e sei anche allegramente inconsapevole del fatto che nel 2002 Oscar de la Renta ha realizzato una collezione di gonne cerulee e poi è stato Yves Saint Laurent se non sbaglio a proporre delle giacche militari color ceruleo.

E poi il ceruleo è rapidamente comparso nelle collezioni di otto diversi stilisti.
Dopodiché è arrivato a poco a poco nei grandi magazzini e alla fine si è infiltrato in qualche tragico angolo casual, dove tu evidentemente l’hai pescato nel cesto delle occasioni. Tuttavia quell’azzurro rappresenta milioni di dollari e innumerevoli posti di lavoro, e siamo al limite del comico quando penso che tu sia convinta di aver fatto una scelta fuori delle proposte della moda quindi, in effetti, indossi un golfino che è stato selezionato per te dalle persone qui presenti … in mezzo a una pila di roba.”

(Miranda – Il diavolo veste Prada)

Dietro una qualsiasi moda c’è una sofisticatissima organizzazione che studia accuratamente gli interessi, le abitudini e gli stili di vita della gente comune, li trasforma in tendenze, che poi lancia e impone sul mercato.

In un’inchiesta del 2013, il giornale francese Slate divide quest’organizzazione in tre parti:

  • Coolhunting: come dice il nome stesso, i cool-hunter sono veri e propri cacciatori di mode. Spesso freelance, passano le loro giornate ad effettuare ricerche online, tra blog e social network, oppure in strada alla scoperta di quelli che sono gli interessi e gli scenari di riferimento delle culture giovanili.
  • Boreau di stile: conosciute anche come agenzie di prospettive, sono i datori di lavoro dei cool-hunter. Si occupano di raccogliere ed elaborare le loro ricerche, riunendole in “cahiers de tendences”, quaderni di tendenza, venduti poi a peso d’oro (anche a 4 mila euro l’uno) agli addetti ai lavori. Con questi dossier, fra fotografie, schizzi, testi e raffinate analisi sociologiche, le agenzie indicano ai produttori cosa piacerà fra un anno e mezzo.
  • Comitati di tendenza: una volta realizzati, questi quaderni di tendenza vengono analizzati due volte l’anno da comitati di stilisti, sociologi, psicologi, esperti di colore, ecc. Ne vengono fuori quattro “temi”, uno per ogni stagione, a cui ci si ispira per tutto, dal taglio dei vestiti fino al loro colore.

Una volta definita e introdotta, magari anche grazie all’aiuto di qualche star che decide di condividere una sua foto sui social con questo o quel vestito, una moda segue il suo ciclo: prima cresce di popolarità e poi sparisce, per tornare ancora a distanza di anni ma sotto una veste diversa.

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NUMERI DELLA MODA

La moda in Italia rimane un settore trainante dell’economia, uno dei pochi che nonostante la crisi economica mantiene il segno positivo.

Con i suoi circa 220 MILIARDI di Euro l’anno, di cui più di 15 provengono da quelle aziende che vengono definite TopModa, quello del settore della moda rappresenta circa il 20% del fatturato di tutte le imprese italiane operanti, sia in Italia che all’estero, nella produzione e vendita.
fatturato-2013-modaQuesti numeri non riguardano solo il mercato della moda che potete trovare nei negozi, ma anche quello online. Le vendite sui fashion ecommerce hanno conquistato una fetta considerevole del mercato online italiano (solo l’abbigliamento è al 25% del fatturato totale degli acquisti online).
Pensate che solo YOOX, uno dei più grandi fashion ecommerce italiani, nel 2014 ha fatturato più di 500 MILIONI di Euro.

I numeri della moda sono alti anche per l’occupazione.
Dal cool-hunter freelance all’agenzia di prospettive, dal tessitore al sarto, dallo stilista all’intera casa di moda, dalle modelle ai fotografi, ai makeup artist, hair stylist, barbieri, profumieri, gioiellieri, fino alle agenzie pubblicitarie, ai magazzinieri, alle commesse e alle fashion blogger, la moda in Italia dà lavoro a quasi 800.000 persone, circa il 30% di tutti i lavoratori del paese.

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Conoscere la moda significa comprendere il proprio tempo.
Ed è proprio questa cultura a mandare avanti parte del nostro paese.

Studiare e sviluppare la cultura della moda non serve solo a creare bei vestiti da far sfilare in passerella, ma a generare nuove idee, in linea con il tempo, capaci di guardare al futuro e costruirlo.

Perché la bellezza ha tante forme e misure, ma è sempre il cervello a fare la differenza.

 

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FONTI

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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