Convertire PDF, bere caffè e vivere felici

Si parla tanto di digitale, praticamente ovunque.
Ma il vero problema dell’Italia è l’informatica.

Secondo l’Unione Europea, con analfabetismo digitale si intende l’incapacità di usare il

computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet.

 

L’analfabetismo informatico è alla base di quello digitale, perché consiste nell’incapacità di usare un computer, anche fuori dalla rete.

L’italia sarà pure un paese di santi, poeti e navigatori, ma è anche un paese con tanti analfabeti informatici.

Infatti secondo Eurostat, nel 2015 il 30% degli italiani compresi tra i 16 e i 74 anni non hanno mai usato un computer. Un dato che ci rende tra gli ultimi in Europa, insieme a Romania e Bulgaria.
Tralasciando il confronto con i paesi scandinavi e dell’Europa del nord, anche Portogallo e Spagna stanno meglio di noi: lì le persone che non hanno messo mano su un pc sono rispettivamente il 25% e il 20%.

analfabetismo-informatico-europa

 Tra “hacker” e “analfabeta informatico” ci sono tanti livelli di utilizzo del computer.

Ad esempio io, anche passando tante ore davanti al computer per lavoro e avendo imparato a risolvere buona parte dei problemi che incontro quando uso il computer, arrivando quasi al livello “smanettone”, non mi reputo un mago del computer ma nemmeno uno che ignora totalmente come funzioni un pc. Diciamo che sono una delle tante vie di mezzo!

Mi occupo di comunicazione e marketing online, non sono e non faccio l’informatico, il programmatore né tantomeno l’hacker. Non so riparare un computer o risolvere un problema critico di un sistema operativo, né rimuovere manualmente un virus dal BIOS di un pc. Non sviluppo software né sono in grado di violare reti informatiche protette.

Quello che faccio per lavoro è aiutare le aziende a promuoversi e a raggiungere nuovi clienti attraverso internet. Uso il computer per lavoro per 5 essenziali motivi: scrivere, fare calcoli, navigare in internet, ritoccare foto e disegnare forme molto semplici.

Utilizzo determinati programmi ma ignoro il funzionamento di altri, un po’ come credo faccia il 70% degli italiani non totalmente analfabeti dal punto di vista informatico.

Forse sono un tipo un po’ più digitalizzato della media, perché per il lavoro che faccio so reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet. Ma se ho un problema col computer o non so utilizzare un determinato programma faccio quello che fanno (forse) il 70% degli italiani:

  • chiedo a chi ne sa più di me
  • vedo un tutorial su Youtube
  • faccio una ricerca su Google

google barra ricerca

Quando faccio consulenza a una azienda entro anche in contatto con il suo personale.
Ed è in quel momento che mi rendo conto del loro livello informatico.
Nel corso del tempo molti dipendenti di aziende alle quali ho fatto consulenza mi hanno chiesto informazioni su come si usa questo o quel programma per pc, forse perché mi hanno sempre visto passare molto tempo davanti al computer.

Una delle domande che mi è stata fatta più spesso è:

“Come faccio a convertire un pdf in una foto?”

Esistono un sacco di modi per convertire un pdf in una foto. Io di solito utilizzo Adobe Illustrator, ma posso capire che per chi non usa il computer per lavori di grafica, nemmeno piccoli, imparare a usarlo solo per convertire un pdf ogni tanto può essere un’assurdità.

Così ho provato a risolvere il problema facendo una ricerca su Google, e ho scoperto Smallpdf.

smallpdf

Smallpdf è una di quelle idee che semplificano la vita.

Nato dalle menti di sei ragazzi svizzeri, Smallpdf è un sito che fondamentalmente fa una cosa sola: gestisce i PDF in tutti i modi possibili!

Si possono convertire PDF in Word, convertire PDF in Excel, convertire PDF in JPG e convertire PDF in presentazioni Power Point.
Si possono unire PDF oppure dividerli, bloccarli, sbloccarli o comprimerli.

Con Smallpdf si può fare tutto questo completamente GRATIS!

Infatti i ragazzi svizzeri di Smallpdf non chiedono nulla in cambio, ma se volete potete offrirgli un caffè.

Loro adorano il caffè! A soli quattro mesi dal lancio ne hanno bevuti ben 6240, naturalmente tutti offerti!

caffè

Considero Smallpdf un’idea davvero geniale e in linea con i tempi.
Basandosi su un problema molto comune, come può essere convertire un pdf in una foto, questo sito fornisce una soluzione che unisce informatica e digitale.

Smallpdf permette a chi non è molto alfabetizzato informaticamente di convertire un pdf in una foto in maniera semplice, e contemporaneamente gli insegna a risolvere i propri problemi attraverso il digitale.

Una soluzione semplice ma di successo, che in quattro mesi ha fatto guadagnare ai sei ragazzi svizzeri circa 10.000 Euro.
Loro hanno semplicemente messo online un piccolo software che converte pdf in altri formati, permettendo a chiunque di sfruttarlo gratis. Il resto lo hanno fatto gli utenti che, usando spesso il loro sito, hanno deciso di ringraziarli offrendogli il caffè.

Forse non avranno creato una prodotto così innovativo, perché esistono anche altri siti o software che fanno lo stesso. Innovativo è però il loro modo di presentarlo:

risolvere un piccolo problema in maniera semplice e gratuita, facendo cultura informatica e digitale, lasciando agli utenti la possibilità di ringraziarli con un offerta del valore di un caffè.

Io ringrazio i ragazzi svizzeri di Smallpdf dedicandogli questo articolo.
Perché credo che se qualche volta noi italiani prendessimo spunto dai vicini svizzeri, questo paese non sarebbe più un posto arretrato informaticamente, digitalmente ed economicamente, ma si trasformerebbe in un luogo ricco di idee, dove lavorare, bere caffè e vivere felici.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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