Come il Vuoto Liquefatto [POESIA]

Anch’io ho intravisto le stelle cadenti
precipitare nel vuoto liquefatto
di una mattina di mezzo autunno.

E vederle colare lungo le vetrate delle cucine dei vicini
– illuminate dall’azoto dei miei polmoni –
era come spennare i ricci inumiditi dall’affanno,
come leccare la benzina,
come strafarsi di caffeina.

Era come vedere le nuvole infrangersi sulle spiagge di petrolio,
come la schiuma sulle onde elettromagnetiche,
come il mare eterno e il suo oblio.

Era come guardarsi dall’esterno,
notando ogni umile difetto,
era come vivere nelle nostre fabbriche fumanti
sommerse dalle sorgenti sferiche.

[…]

Era come sapere che i tuoi occhi si stavano asciugando
sotto la pioggia acida di Milano.

Noi ancora non lo sapevamo,
ma ogni arida sensazione ci soffocava l’amore
– con cui giocavamo –
sugli alberi delle navi.

Ho sperato
di non vederti più
avvicinare i corsi delle acque nere
o
cavalcare i cavi della centrale elettrica illuminata a giorno,
quando il giorno si era spento troppo presto
e a te non interessava più.

Alice Fritsch

Bisestile del 1992.
E' scrittrice, bevitrice d'emozioni e casalinga disperata.
Ha pubblicato con Edizioni La Gru la raccolta LA BIONDA HA SETE (flussi anacronistici e controrivoluzioni) e la poesia “Sedativo Vocale” all'interno della raccolta anarco-punk GUADAGNARE SOLDI DAL CAOS.
Alice fa parte del progetto Sixx, una band letteraria.
Scrive solo con penne nere e su fogli sparsi.

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