Bucarest fuori dai tombini

Quando si parla di Bucarest il primo argomento è sempre la povertà.

I ragazzi che vivono nelle fogne sballandosi con la colla; l’esercito di prostitute pronte a offrirsi al primo che capita; gli scheletri in cemento di quelli che chiamano Circoli della Fame, i centri commerciali fatti costruire da Ceausescu e mai completati: questa è Bucarest, o almeno quella che ci mostrano i media.

Secondo i media, Bucarest è solo una città teatro di orrori, stupri, violenza, abuso di droghe, freddo, malattie e soprattutto fame.

La prima volta che andai a Bucarest, nel 2001, anch’io vidi la povertà di cui tutti parlano.
Non potrò mai dimenticare quel bambino di circa 8 anni che incontrai a un semaforo la prima sera che trascorsi in quella città. Faceva molto freddo, un freddo davvero pungente per i primi di Ottobre, eppure quel bambino sembrava non sentirlo. Se ne stava seduto sul marciapiede con addosso solo un vecchio cappotto da uomo e aveva lo sguardo perso nel vuoto. In mano teneva una busta di plastica con dentro la colla, l’unico rimedio al freddo e alla fame che un disgraziato poteva permettersi.

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Sono tornato a Bucarest a distanza di 13 anni, e ciò che ho trovato si chiama boom economico.

Attenzione, Bucarest non è la Romania. Infatti basta uscire 30 o 40 km dalla città per trovare ancora stili di vita che risalgono agli anni ’80 e ‘90.

Bucarest è la capitale economica e politica di un paese dell’est che vuole provare a essere occidentale.

Gli scheletri in cemento armato degli edifici abbandonati sono stati demoliti o ristrutturati.
Al loro posto sono sorti dei giganteschi centri commerciali, con enormi cartelloni pubblicitari che solo a Piccadilly Circus.

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E quando dico giganteschi, intendo letteralmente giganteschi.
Per capire meglio la grandezza di questi centri commerciali provate a confrontare l’AFI Palace Cotroceni, uno dei 10 Mega-Mall di Bucarest, e Roma Est, forse il più frequentato centro commerciale di Roma.

AFI PALACE COTROCENI:
– 300 Negozi;
– 1 Ipermercato;
– 1 Cinema Multiplex con 20 sale + 1 in 3D;
– 30 Fast-Food e Ristoranti;
– 1 Pista da Pattinaggio sul Ghiaccio;
– 1 Parete per Arrampicata.

ROMA EST:
– 211 Negozi;
– 1 Ipermercato;
– 1 Cinema Multiplex con 12 sale;
– 18 Fast-Food e Ristoranti.

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Oltre agli enormi centri commerciali, anche i locali della movida di Bucarest non hanno niente da invidiare a quelli delle capitali dell’Europa Occidentale, anzi!
Vi basta fare un giro per Lipscani, quello che i Bucarestini chiamano Centro Vecchio, per trovare locali molto più cool di quelli di Trastevere e Testaccio, e soprattutto pieni zeppi di gente che si diverte.

Bucarest non è solo la capitale politica ed economica della Romania, ma è anche un importante centro culturale dell’Est Europa.

L’architettura bizantina che potete trovare per le strade del Centro Vecchio di Bucarest, dopo il tramonto si trasforma in qualcosa di davvero magico.
La spiritualità e il misticismo delle numerose chiese ortodosse sparse per tutta la città, come la Chiesa di Stavropoleos, vengono espressi in meravigliosi dipinti e in suggestivi giochi di luci e ombre.

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In più, la pressione fiscale per le imprese in Romania è solo del 16%, contro il 60% di quella sopportata dalle imprese in Italia. Per non parlare poi del tasso di disoccupazione: in Romania è al 7% mentre in Italia supera il 12%.

Pensate ancora che Burarest sia uno dei simboli della povertà?!

Se avete la possibilità, vi consiglio di andarla a visitare, perché fuori dai tombini Bucarest è bellissima.

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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