La Sacra Arte del Barbiere

Ho cominciato a farmi crescere la barba a 18 anni.
Ora ho 27 anni e, dopo 9 anni passati tra forbici, rasoi elettrici, schiuma da barba e lamette bilama, trilama, quadri lama e ultrafusion a batteria, pensavo di sapermi fare la barba.
In realtà la mia barba era sempre tagliata male, perennemente spettinata e con enormi buchi.

Non ne sapevo niente di arte barbieristica e cultura della barba.

Ero un barbone, ma Max&Jò mi hanno iniziato alla via del barbuto.

max&jò

Nel 1990 Max (Massimo Romano) inizia a rasare barbe e tagliare capelli nel suo storico locale di Palestrina, al numero 119 di Via Pedemontana.
Jò (Giuseppe Romano) è il nipote di Max, e a 14 anni deve decidere come alzare i soldi per l’estate: andare a fare l’apprendista di un falegname, oppure andare a lavorare dallo zio Max.
sceglie il sangue, prende il rasoio in mano e fa la sua prima barba proprio a 14 anni.
Da quella volta non smette più, e continua a fare barbe e capelli fino ad aprire insieme allo zio un altro barber shop a Roma, in Via dei Cartari 10, vicino Campo de’ Fiori.

oli barba

Un po’ per il ritorno degli hipster, un po’ per la crisi economica, la cultura della barba è tornata di moda.

Negli ultimi due anni, prodotti specifici per la cura della barba, come oli, shampi, balsami, pettini e spazzole, hanno spopolato tra tutti i cultori della barba.

I barbieri, una razza che fino a due anni fa rischiava l’estinzione, sono tornati a vivere.
Uomini di tutte le età sono tornati a farsi la barba dal barbiere, perfino i calvi.

La barba non è solo la moda del momento, ma un’arte quasi sacra praticata da millenni.

Il barbiere è molto di più di un artista. Dietro il rasoio nasconde una serie di conoscenze che spaziano dalla medicina al design, dalla storia alla moda, fino ad arrivare addirittura alla spiritualità.

Me ne parla proprio Jò quando mi siedo sulla sua poltrona.

oli barba-2

La barba è da sempre un simbolo di virilità, forza e saggezza.
Ma la barba è anche un segno d’invecchiamento, per questo va curata.
Nell’antico Egitto radersi non era solo una norma igienica, ma un dovere religioso.
Nel corso della storia il barbiere non è stato solo il ministro di questa arte sacra, ma molto molto di più. Ai barbieri erano riservati quei compiti che chirurghi e dottori si rifiutavano di fare, come ad es. togliere i denti o mettere piccoli punti di sutura.
La versione originale del palo del barbiere era bianca e rossa proprio per richiamare i colori dei panni insanguinati di quelle operazioncine.
Anche se adesso la barba è tornata nella cultura di massa, all’inizio era portata solo da uomini che ricoprivano un ruolo importante all’interno della società: notai, avvocati, dottori, professori, ecc.
In Italia ha fatto la sua vera comparsa nel 1300, poi è sparita per tre secoli fino a ricomparire e affermarsi come cultura di massa nel 1600. Durante questo periodo era tagliata nei modi più bizzarri, e i baffi arricciati con i ferri caldi. Poi è sparita di nuovo per tornate ancora due anni fa. Oggi il 90% dei ragazzi portano la barba, e come diciamo sempre noi: “anche il calvo è tornato dal barbiere!”.

jò barber

Mentre mi fa la barba, per un’ora Jò continua a parlarmi della sacra arte del barbiere.

Mi spiega che c’è differenza tra barbiere e parrucchiere.
Il barbiere si occupa della cura dell’uomo, mentre il parrucchiere nasce per gestire acconciature lunghe e particolari.

I parrucchieri con in mano un phon e una spazzola riescono a creare bellissime acconciature, i barbieri, invece, con pettine, rasoio e forbice fanno vere e proprie magie sui tagli corti.

panno barber

I ritmi di vita sono sempre più frenetici, e il tempo da dedicare al sacro rito della barba è sempre meno. Farsi la barba a casa significa correre con la lametta sulla pelle e radersi nel più breve tempo possibile per poter scappare subito al lavoro.

Farsi la barba a casa non è più un piacere!

Il vero piacere si può provare solo sulla poltrona del barbiere: ti coccola mentre ti massaggia la pelle del viso; ti culla con un panno caldo dal profumo balsamico; ti ascolta come il più riservato dei confessori mentre gli parli dei tuoi problemi; ti fa sentire a tuo agio come a casa.

E quando barbieri come Max&Jò ti sorridono dicendo “Servito!”, sai che quel momento magico è già finito, e non vedi l’ora che ti cresca di nuovo la barba per poterlo vivere ancora, ancora, ancora e ancora!

Enrico Maria Tomassi

E' nato lo stesso anno di Full Metal Jacket.
Si occupa di comunicazione e marketing.
Ha pubblicato due libri e una poesia in un'antologia di poeti anarco-punk.
Crede fermamente nell'open source.
Scrive solo con penne blu. Nel tempo libero gli piace passeggiare nel verde o su spiagge deserte e ascoltare buone storie.

E' il fondatore di Nemico Lettore.

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